Il futuro dell’informazione

Iniziamo questo post con un luogo comune su cui ci troviamo tutti d’accordo: il mondo sta cambiando. Bene. Una volta appurato ciò è naturale dedurre che allo stesso modo stiano cambiando i mezzi di comunicazione: i giornali, la televisione, le radio e i siti di informazione on-line. I media cosiddetti “tradizionali” non sono più in grado, da soli, di raccontare una realtà frammentata, complessa e liquida come quella in cui ci troviamo oggi. Per questo sempre più peso sta acquistando la comunicazione in rete, in particolare sui social network. Da post su Facebook nascono scandali, la vita privata delle celebrità è a portata di click su Twitter.

Ma internet non ha solo il compito di trasmettere le notizie dell’ultimo minuto. Sempre più spesso il web parla di se stesso. “Il video che commuove il web”, “il ragazzo che interrompe la catena alcolica su Facebook”, “l’immagine che diventa virale”. Insomma, il web non è più solo strumento di diffusione di notizie, ma sta diventando esso stesso oggetto dell’informazione. Una rivoluzione, impensabile fino a non troppi anni fa.

Dopo un primo momento di disorientamento e a tratti di snobismo nei confronti del web come mezzo di comunicazione, i media si stanno adeguando ai nuovi mezzi. Del resto, ne va della loro sopravvivenza, oggi chi non investe parte delle proprie risorse su internet è destinato prima o poi a rimanere fuori dal giro dell’informazione di massa. L’hanno capito alcune grandi testate. La Repubblica è il giornale italiano con più fans su Facebook (1,6 milioni), e recentemente ha indirizzato la sua linea editoriale verso un’ulteriore integrazione tra la versione cartacea e quella on-line del quotidiano. Chi comprerà il giornale fondato da Scalfari dal giornalaio non troverà più molto spazio dedicato alla cronaca spicciola, ma per lo più interviste e approfondimenti. Sarà lasciato al veloce e pratico web il compito di informare i lettori sui fatti dell’ultimo minuto.

Un altro giornale molto popolare in rete è Il Fatto Quotidiano, la cui pagina Facebook conta 1,3 milioni di fans. Anche il quotidiano di Padellaro e Travaglio punta molto sul web, con le riunioni di redazione trasmesse in streaming e molto spazio dedicato ai blog d’autore, che coinvolgono molti volti noti. Per non parlare dei giornali nati e cresciuti completamente sul web, come Fanpage.it, che su Facebook vanta la bellezza di 2,4 milioni di “mi piace”.

Il mondo dell’informazione sta intraprendendo un cammino, ma non certo in discesa. Se il web ha il pregio della velocità e della gratuità, il pericolo della superficialità dell’informazione e delle “bufale” è sempre dietro l’angolo. Ma pretendere di raccontare un mondo in continua evoluzione con strumenti sempre uguali non può essere la risposta. La sfida degli anni a venire sarà quella di coniugare velocità e completezza, le breaking news con i reportage. Alternative conservatrici non sono credibili, ne praticabili.

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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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