Raffaella Paita sotto attacco per i motivi sbagliati

La sera del 9 ottobre 2014, mentre a Genova la pioggia faceva esondare il Bisagno portandosi via la vita dell’ex infermiere Antonio Campanella, tutti già sapevano che a Raffaella Paita, prima o poi, sarebbe toccato un avviso di garanzia. Nelle segrete stanze di un Pd allora alle prese con la preparazione delle primarie, l’unica speranza era che tale provvedimento arrivasse a elezioni finite, possibilmente con l’allora assessore alla Protezione Civile già eletta presidente della regione Liguria. Invece, la Procura della Repubblica ha ritenuto di inviare l’informazione all’interessata a circa 50 giorni dalle elezioni, in piena campagna elettorale. La signora Paita è così stata informata che nei suoi confronti si sono aperte indagini preliminari per omicidio colposo. Nulla di strano, in fondo, visto il ruolo allora ricoperto dall’attuale candidata dem. Insieme a lei è indagata con gli stessi capi d’accusa anche Gabriella Minervini, direttrice del Dipartimento Ambiente, in quei giorni con delega alla Protezione Civile. Anche in questo caso, nulla di strano. Al di là infatti di dubbi e speranze sul quando, tutti erano perfettamente consci che, prima o poi, il provvedimento sarebbe arrivato.
Eppure, quando lo scorso 15 aprile è successo l’inevitabile, la reazione è stata quella di chi scopre l’assassino impensabile alla fine di un romanzo giallo. La stampa ligure ha trovato di che scrivere su elezioni con poco da dire, quella nazionale si è accorta dell’esistenza della Liguria, mentre opposizioni fin qui non pervenute hanno trovato di che parlare. Dopo l’ondata emotiva portata dalle alluvioni dello scorso autunno, il tema era poco a poco sparito dal dibattito politico. Da principale argomento di scontro durante le primarie tra Paita e Cofferati, il tema è stato scalzato da scissioni a sinistra e candidature improponibili a destra. Eppure, quell’informazione di garanzia è stata una miccia, un pretesto finalmente trovato dagli anti-Paita per indignarsi. Si può dire che il dibattito in Liguria si sia riacceso “per via giudiziaria”.
Eppure, il vero scontro sull’alluvione e su un modo complessivo di amministrare la Liguria dovrebbe avvenire per via politica. L’unico ad aver tentato uno scontro effettivamente politico è stato Sergio Cofferati, ma il popolo del centro-sinistra ligure ha ampiamente dimostrato di non aver intenzione di bocciare politicamente il modello “burlandiano”, che la candidatura di Raffaella Paita va a riproporre. Le primarie dello scorso gennaio hanno infatti indicato in via inequivocabile l’orientamento dei democratici liguri, nonostante le legittime polemiche sui brogli elettorali. Eppure, anche gli altri schieramenti in campo sembrano aver trovato slancio solo da questo avviso di garanzia, tanto un Giovanni Toti catapultato in Liguria da Arcore quanto un Movimento Cinque Stelle finora piuttosto in sordina.
Indizi che mostrano quanto il gioco di queste elezioni sia tutto nelle mani della stessa Paita. Davvero difficile, infatti, immaginare che gli elettori liguri possano premiare il marziano Toti. Inoltre le primarie di gennaio hanno dimostrato quanto Paita sia forte in territori tradizionalmente favorevoli al centrodestra. Alice Salvatore del Movimento Cinque Stelle dovrà invece sgomitare per conquistare spazio mediatico, salvo un maggior impegno di Beppe Grillo nell’ultima parte di campagna elettorale. Luca Pastorino di Rete a Sinistra costituisce invece di fatto un prolungamento delle primarie perse da Cofferati, nonché un avamposto della più ampia battaglia all’interno del Pd nazionale. Per quanto possa far bene, difficile pensare che possa superare la madrepatria Pd. A ciò si aggiunga che ciò che sta alla sinistra del partito di Matteo Renzi non è riuscita a esprimere un candidato comune, dal momento che Antonio Bruno sarà il candidato dell’Altra Liguria.
Primocanale definiva lo scontro Paita-Cofferati “la vera sfida per la presidenza della Liguria”, senza concedere evidentemente troppo credito alle altre forze politiche.Se le opposizioni continueranno a rincorrere i guai della candidata Paita, le elezioni del prossimo 31 maggio rischiano di trasformarsi in una ratifica della vittoria della candidata designata.
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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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