L’Europa si spacca sui migranti

Il Parlamento Europeo è formato da membri di partiti europei, ma le divisioni più sostanziali in seno all’Unione sono di tipo geografico. Lo scorso 22 settembre i ministri dell’Interno riuniti al Consiglio dell’ Unione Europea hanno dovuto imporre la spartizione in quote di 120 mila profughi votando a maggioranza qualificata. È un fatto insolito per quest’istituzione, che di solito vota le sue delibere all’unanimità per tutelare gli interessi di tutte le nazioni rappresentate. La scelta è stata però necessaria vista la resistenza a oltranza di alcuni paesi dell’Europa dell’est e centrale. I rappresentanti di Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania hanno votato contro, quello della Finlandia si è astenuto. La Polonia ha dato con una certa riluttanza il suo “si” in cambio di alcune concessioni sull’obbligatorietà delle quote che hanno suscitato non poche perplessità in chi sperava in un accordo più significativo.

 
Dei quattro paesi che hanno votato contro, tre sono retti da governi di “centrosinistra”, con partiti appartenenti al partito socialista europeo come azionisti di maggioranza. Questo per dire quanto poco peso abbiano in questa circostanza le divisioni tra “destra” e “sinistra”. La questione dei migranti divide l’Europa sull’asse est-ovest. In questa battaglia si schierano contro la solidarietà paesi poco colpiti dal fenomeno migratorio come Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia. Diverso il caso dell’Ungheria, diventata una delle porte d’accesso d’Europa. Il governo retto da Viktor Orbán alza muri ai confini per fermare l’onda umana, sollevando inquietanti paragoni storici. Il partito di Orbán è il Fidesz, e fa parte del Partito Popolare Europeo. Lo stesso partito della cancelliera tedesca Merkel celebrata poche settimane fa come “Angela dei migranti” e del presidente della Commissione Junker, sostenitore delle quote in tempi non sospetti. 
 
L’altro uomo-simbolo degli anti-quote è diventato il primo ministro slovacco Robert Fico, leader del partito social-democratico. Fico ha recentemente dichiarato il proprio paese disponibile ad accettare una quota ridicola di profughi siriani (200) e solo a patto che fossero cristiani, per proteggere l’identità culturale slovacca dall'”invasione” musulmana. Dichiarazioni “non il linea con i valori progressisti” secondo il capogruppo dei socialisti al Parlamento Europeo Gianni Pittella, che ha chiesto al presidente del partito Stanišev  di valutare l’allontanamento del premier polacco e del suo partito, lo Smer. Pittella ha poi sollecitato un intervento simile dei popolari nei confronti di Orbán, ma al momento nulla sembra muoversi in quella direzione.

La spaccatura sui migranti va dunque ben oltre la normale dialettica tra “socialisti e popolari” o “progressisti e conservatori”, e chiama in causa ragioni storiche ben più profonde e radicate. Il rifiuto di paesi come Slovacchia e Repubblica Ceca si può leggere come volontà di difendere un’identità nazionale conquistata di recente. Molti paesi dell’est stanno invece vivendo una stagione di nazionalismo di ritorno. Lo scorso agosto la Polonia ha eletto presidente della Repubblica il populista euroscettico Andrzej Duda, mentre in Ungheria le posizioni di Orbán sono moderate se confrontate con quelle del Jobbik, partito di estrema destra che alle elezioni del 2014 ha raccolto il 20% dei voti. L’accoglienza dei migranti pone insomma interrogativi profondi al sogno d’integrazione europea.
Annunci

Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...