Funny U.S.

Doveva essere un noioso déjà vu, e invece la corsa alla presidenza degli Stati Uniti si sta rivelando più divertente del previsto. La moglie dell’ex presidente Clinton e il fratello dell’ex presidente Bush dovranno sudarsi la candidatura. Altro che dinastia, i due favoriti della vigilia dovranno misurarsi nelle rispettive primarie con avversari imprevisti e decisamente anomali.

Sembrava non dovesse trovare ostacoli la candidatura di Hilary Clinton per i democratici, e invece il nome di Bernie Sanders sta raccogliendo molti più successi del previsto. Senatore del Vermont di 74 anni, si autodefinisce “socialista”. Un’etichetta che gli sarebbe costata la galera negli anni del Maccartismo, o che gli avrebbe tolto ogni appeal nei confronti dell’elettorato U.s.a in qualsiasi altro momento storico. Non oggi, a quanto pare. Per qualche strana combinazione astrale molti statunitensi sembrano essersi svegliati con la voglia di “fare qualcosa di sinistra”. Perdere, potrebbe dire qualcuno, ma il precedente Corbyn nel Regno Unito dimostra che gli appelli al voto utile non sempre funzionano. A mettere i bastoni tra le ruote a Hilary anche la possibile candidatura del più istituzionale Joe Biden, non ancora confermata.

Se la situazione in casa del partito democratico è particolare, in quella del partito repubblicano assume tratti grotteschi. In testa ai sondaggi c’è Donald Trump. Eccentrico imprenditore amante del rischio, parla alla pancia profonda della nazione. Dice che costruirà un muro per tenere fuori i messicani e rimanderà indietro quelli già negli Usa. Dice che cancellerà le tasse sul reddito per 31 milioni di famiglie e che le alzerà ai ricchi. Dice che l’accordo con l’Iran è stato concluso da idioti, e non ha contraddetto pubblicamente (come in genere l’etichetta chiede di fare) un sostenitore che indicava Obama come un pericoloso musulmano. Il suo slogan, “rendere di nuovo grande l’America” non è originale ma funziona. I sondaggi lo danno in discesa, ma comunque molto sopra tutti gli altri. Tra gli “altri” c’è Jeb Bush, figlio del Bush primo e fratello del Bush secondo. Mai “candidato designato” come la Clinton per i democratici, nemmeno si credeva dovesse sgomitare nel gruppo.

La corsa è ancora lunga. Quando le primarie finiranno potremmo avere due candidati molto scontati o decisamente anomali. Da qui al 2016 ci sarà da divertirsi.

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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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