Facebook e Google alla conquista dei giornali

Lo ammetto, il titolo forse è un po’ forte. Le recenti innovazioni di Facebook e Google sono tuttavia indicative di quanto i colossi del web guardino al mercato delle notizie. Lo scorso agosto il social network fondato da Mark Zuckerberg ha superato Google come principale fonte di accesso alle news nel mercato statunitense. La guerra per l’informazione è più accesa che mai.
Facebook lancia gli Instant Articles, che consentono ai lettori di leggere gli articoli senza dover uscire dal social per accedere al sito. Addio link, dunque, con la testata che per monetizzare vende la pubblicità all’interno dell’articolo. Il primo giornale a lanciarsi in questo esperimento è stato il New York Times. Altre 30 testate in tutto il mondo (tra cui l’italiana La Stampa) hanno invece firmato il protocollo Amp (Accelerated mobile pages), che funziona in modo simile e coinvolge il motore di ricerca Google. In questo caso Google trattiene il 30% delle entrate pubblicitarie, il resto va alla testata.
Entrambe le esperienze sono pensate soprattutto per l’esperienza di navigazione da smartphone, e puntano a rendere più veloce la navigazione, risparmiando quegli 8 secondi di media necessari per aprire un link. Un tempo che sembra breve, ma che spinge i lettori meno motivati a rinunciare alla lettura. Ormai anche la velocità è superata, il nostro tempo richiede fruibilità istantanea, e anche qualche secondo ci sembra un’attesa insostenibile. I giornali hanno scelto di piegarsi a questa logica per la loro sopravvivenza. Un ulteriore passo verso la liquefazione della notizia, che sta perdendo la concretezza del giornale di carta, e che ora sembra andare a perdere persino lo spazio virtuale del sito web, per tramutarsi in qualcosa di ancora più effimero come un post su Facebook.
Nessun allarmismo, per carità, se il giornalismo morirà non sarà certo per questo. Solo è doveroso per chi si occupa di informazione riflettere su chi sia a dirigere il gioco tra mondo della stampa e Silicon Valley (io non ho dubbi al riguardo), e le conseguenze implicite per il modo di fare informazione. Ah, nemmeno i blog possono considerarsi al sicuro. Facebook ora offre la possibilità di scrivere note molto elaborate, con tanto di foto in evidenza. Insomma, qualcosa di molto simile al post di un blog come questo. Cosa questo significhi per i cari blog, è facile da intuire. L’internet va veloce.
Per approfondire:
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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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