Il gran rifiuto di Joe Biden, il candidato ombra che piaceva ai media

L’attuale vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato ieri che non si candiderà per le primarie del Partito Democratico. L’annuncio ha posto fine a una lunga telenovela, iniziata a inizio 2015. Si candida o non si candida? La scadenza per la decisione finale doveva essere l’estate, ma a fine estate ancora non si sapeva come questa storia sarebbe andata a finire. Intanto, ogni settimana diventava la settimana “decisiva”, mentre Hilary Clinton e Bernie Sanders raccoglievano consensi,. L’una consolidava la posizione da favorita (soprattutto dopo il dibattito televisivo dello scorso 14 ottobre), e l’altro da completo outsider raccoglieva intorno a sé sempre più entusiasmo, fondi per la campagna elettorale e punti nei sondaggi.
“Troppo tardi” ha detto ieri Biden, non c’è più tempo per una candidatura competitiva. Avrebbe perso il treno, il vice presidente. Forse ha sbagliato strategia, forse non è riuscito a raccogliere abbastanza endorsment, forse era disposto a giocare solo a patto di essere sicuro di vincere, mentre contro Clinton e Sanders avrebbe rischiato il terzo posto. Ipotesi. Come ipotesi sono state sostanzialmente tutti gli articoli usciti sui media statunitensi e non in questi mesi, che si interrogavano su ogni mossa del vice di Obama, cercando di scorgervi indizi rivelatori. Sono stati tutti ingannati, per lo meno quelli pronti a scommettere che l’annuncio della candidatura sarebbe arrivato, prima o poi.
In un articolo pubblicato ieri su FiveThirtyEight intitolato “How the media blew the Biden story”, l’autore Nate Silver sostiene invece che i media abbiano sostanzialmente deciso di auto-ingannarsi, premendo indirettamente per la candidatura di Biden. La sua era una storia che piaceva. Lo scorso agosto il New York Times scriveva che il figlio avrebbe chiesto al padre di candidarsi poco prima di morire per un tumore al cervello. È poi venuto fuori che lo stesso Biden aveva consentito il diffondersi della notizia, per sondare l’opinione pubblica su una sua eventuale candidatura. D’altra parte difficilmente un giornale pubblica una cosa del genere sul vicepresidente degli Stati Uniti senza permesso.
In ogni modo, si trattava di una storia fantastica per i media, pronti anche a gustarsi un confronto all’ultimo sangue tra il vice di Obama Biden e l’ex segretaria di Stato (sempre di Obama) Clinton. Emblematico anche il comportamento della Cnn, emittente che ha trasmesso il primo dibattito tra i candidati democratici. Nello stesso studio era pronto un leggio vuoto, casomai c’avesse ripensato. Insomma, in molti c’hanno sperato fino all’ultimo. L’uomo convinto a candidarsi dal figlio in punto di morte che sfida la moglie di un ex presidente. Wow. Il fatto che non sia andata così dimostra che i media non hanno ancora il potere di plasmare il mondo a proprio piacimento. Per fortuna.
Per approfondire:
Annunci

Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...