Ma serve davvero leggere tanti libri?

Foto scattata nella meravigliosa libreria “Acqua Alta” di Venezia, da Sabrina Defilippi. Visitate il suo profilo Instagram per vederne altre!

La Repubblica dello scorso 11 gennaio dedicava un articolo all’arte della lettura veloce. Nelle prime righe del testo, si legge di Harriet Klausner, una signora che detiene il record di libri letti e recensiti su Amazon: 3104. Il che, ci informa l’articolo, significa leggere a volte anche 6 libri al giorno. Una passione divenuta un lavoro per la recensora-bibliotecaria, morta nell’ottobre del 2015 ed entrata nella hall of fame di Amazon.

Una donna che viveva letteralmente tra i libri, e che a essi ha dedicato l’intera esistenza. Un talento speciale? Una passione fuori dall’ordinario? Sì, ma attenzione: a leggere velocemente e tanto si può anche imparare. Come? Con dei corsi appositi. Ebbene sì, si può imparare a leggere velocemente come si impara a cucinare o il judo.

Lo stesso articolo dispensa generosamente i consigli degli “esperti”, veri e propri guru della lettura rapida. Come Tony Buzan, che a scuola leggeva 213 parole al minuto, e oggi riesce a leggerne più del triplo nello stesso tempo (sarei curioso di vedere come vengono contate). “Più leggi più impari” ha detto profeticamente alla Bbc.

Ci sono poi le “5 regole base” di Tony Khuon, tra le quali merita una citazione speciale “scegliere testi brevi” (!) e infine Glynis Kozma, professione “coach letterario” (!!), che invita a dedicare un tempo prestabilito della giornata alla lettura: “Per cominciare basterebbe alzarsi presto al mattino e leggere 20 pagine ogni giorno”.

Leggere, leggere, leggere. Come se non ci fosse un domani. Per forza. A orari stabiliti. E non azzardarti a leggere libri troppo lunghi, altrimenti rallenti! Eleggi ogni giorno. Sempre. Anche se non ne hai voglia. Anche se ne hai talmente poca voglia che non capisci quello che leggi. L’importante è leggere le venti pagine giornaliere prescritte.

Repubblica - Libri

È curioso che, in un articolo che occupa una pagina, nemmeno una riga sia stata dedicata alla qualità della lettura. Il buon lettore (o meglio, il super lettore, come scritto sul titolo) si valuta solo in termini numerici, di parole lette al minuto, di libri letti alla settimana. Quello che dovrebbe essere prima di tutto un piacere diventa l’ennesima attività contabilizzata della nostra esistenza. Quasi sicuramente una nuova fonte di stress.

Ancora: lo sapevi che Agatha Christie leggeva 200 libri all’anno, che Mark Zuckerberg ne legge uno ogni 15 giorni e l’ex presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt uno al giorno? Sono i 3 esempi riportati nell’articolo, “a testimonianza che leggere molto è propedeutico ad avere successo, in qualunque campo”. La lettura, ci sta dicendo, è un mezzo per arrivare al successo, non azzardarti a leggere solo perché ti piace!

No. Mi rifiuto di inserire anche i libri nel casellario delle mille attività quotidiane. Per me leggere è prima di tutto una pausa, una sospensione dalla realtà. Sono contento della mia lettura quando, una volta finita la pausa, torno nel mondo reale con qualcosa in più, un nuovo punto di vista, non quando riesco a finire un libro velocemente.

Relax, insomma, almeno quando si legge.

Non è così per i coach letterari, profeti della lettura supersonica. Non posso fare a meno di immaginarmeli mentre frustano i poveri studenti, nervosamente chini sui libri e con il sudore alla fronte. Eppure, nel nostro mondo schizofrenico pare normale pensare che leggere meglio significhi leggere di più. L’autore dell’articolo arriva a indicare implicitamente la lettura rapida come rimedio per la disaffezione diffusa per la lettura. Un quarto dei cittadini degli Stati Uniti non ha infatti letto nemmeno un libro l’anno scorso, il triplo di non lettori rispetto al 1978. Va ancora peggio in Italia, dove i non lettori sono la metà della popolazione.

“Eppure, proprio dal digitale sembra arrivare l’incitamento non solo a leggere, ma a leggere più libri possibile, il più in fretta possibile”. È provato infatti che su uno schermo l’occhio umano scorre più rapidamente che su una pagina di carta. Come questo dovrebbe spingere una persona che non legge a comprare e usare un Kindle resta per me un mistero.

Insomma, per sconfiggere la disaffezione dai libri ci stiamo convincendo chebisogna imparare a leggere alla velocità della luce. Nel migliore dei casi è un tentativo destinato a fallire tra le pernacchie. Nel peggiore, nel futuro assisteremo a gare e classifiche tra lettori, e considereremo luminari quelli che sapranno leggere veloci come un computer.

Annunci

Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...