Le letture del mese scorso – marzo 2016

La selezione delle “letture del mese” di marzo assomiglia, forse ancora più del solito, ad una mappa, i pezzi scelti a una bandierina su una particolare zona di crisi del pianeta. Libia, Brasile, Cuba, Turchia, Bruxelles. Zone e situazioni diverse e lontane tra loro, ma tutti paesi che negli ultimi 30 giorni hanno vissuto eventi decisivi, in un modo o nell’altro. Tra le letture interessanti del mese trova spazio anche il giornalismo, con la storia di successo del Washington Post di Jeff Bezos, il referendum sulle trivelle italiano e una curiosa storia dalla mia Liguria. Illustrazione di Andrea Remondini. 

  • Lo scorso 18 novembre, pochi giorni dopo gli attentati di Parigi, la Camera approva un decreto sulle missioni di pace. Secondo Mario Sechi, l’articolo 7bis del decreto è una piccola rivoluzione in materia militare, che concentra molti poteri nelle mani del Presidente del Consiglio. Si tratta, secondo il giornalista del Foglio, di un preciso percorso di avvicinamento a un intervento in Libia, di cui l’Italia ha rivendicato per mesi un ruolo guida, salvo poi defilarsi una volta arrivati alla prova dei fatti. Direttamente dal blog dell’autore, un racconto a puntate della “Guerra di Renzi”, di cui riporto qui solo i primi due episodi. Un racconto parziale, certo, ma assolutamente ben documentato.

Mario Sechi – La guerra di Renzi/1. Come nasce l’intervento in Libia e perché p senza limiti

Mario Sechi – La guerra di Renzi / 2. Le strane manovre sul comando italiano in Libia. Morire per Tripoli?

  • A inizio mese, l’annuncio della cosiddetta “fusione” tra La Stampa e la Repubblica ha posto numerosi interrogativi al panorama editoriale italiano. Tra i tanti commenti online segnalo quello del direttore del Post Luca Sofri.

Wittgenstein – Il singolare pluralismo dell’informazione

  • L’Unione Europea sta di fatto appaltando la propria frontiera esterna alla Turchia, concedendo molto al regime di Erdoğan pur di garantirsi il suo impegno a trattenere i migranti sul proprio terreno, e di riprendersi quelli spediti indietro dalla Grecia. Su Vox Europe, Eric Jozsef ha scritto una precisa e puntuale critica alla strada presa dai governi dell’Unione.

Vox Europe – Europe is paralysed by fear

  • L’intervista in due parti al presidente egiziano Al Sisi, realizzata da Mario Calabresi e Gianluca di Feo, direttore e vicedirettore di Repubblica. Nella prima parte, Al Sisi si limita a promettere la verità sulla morte di Giulio Regeni, recitando una parte imposta dal proprio ruolo. Più interessante a mio avviso la seconda parte dell’intervista, in cui il presidente egiziano ammonisce l’Italia sui rischi di un intervento in Libia.

La Repubblica – Al Sisi: “Vi prometto la verità sulla morte di Giulio Regeni

La Repubblica – Al Sisi: “Libia, l’Italia rischia un’altra Somalia”

  • In queste settimane, enormi manifestazioni di protesta stanno attraversando il Brasile, a causa dell’inchiesta Petrobas, che sta rivelando una rete di corruzione ai piani alti del governo di Dilma Rousseff. Proprio la presidente è finita nel mirino dei manifestanti, insieme (e questo è il fatto nuovo) al suo predecessore Lula. Su Linkiesta, Diego Corrado offre una visione che va oltre i casi di corruzione, evidenziando come nelle proteste si celi un rischio golpista da non sottovalutare.

Linkiesta – L’escalation golpista che può incendiare il Brasile

  • Restiamo in Sud America, a Cuba, dove c’è stata la storica visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che pone simbolicamente fine (o quasi) a mezzo secolo di tensioni. Cosa significa questa svolta per l’isola dei Castro? Lo spiega Claudia Patricolo su “Il Caffè Geopolitico”.

Il Caffè Geopolitico – Cuba, dall’embargo ad una finestra sul mondo

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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama insieme a quello cubano Raul Castro. source: nbcnews.com
  • I commenti di alcune delle più importanti firme del giornalismo italiano, il giorno dopo gli attentati di Bruxelles del 22 marzo.

Luciano Fontana (Corriere della Sera) – Attentati a Bruxelles, una guerra in corso

Mario Calabresi (Repubblica) – Attacco a Bruxelles, viaggio nella città tra coraggio e rassegnazione

Maurizio Molinari (La Stampa) – Una nuova coalizione per sconfiggere il terrore

Lucia Annunziata (Huffington Post Italia) – Il Belgio è uno stato fallito e alcuni alleati ci stanno tradendo

Sempre a proposito degli attentati di Bruxelles, segnalo poi l’intervento di Emma Bonino a Ballarò, la sera stessa degli attentati. Se gli interventi segnalati qui sopra rimandano spesso alla parola “guerra”, l’ex ministro degli esteri invita invece a guardare prima ai problemi interni all’Unione Europea, come la mancata integrazione di intere comunità islamiche, e la nascita di quartieri ghetto come quello di Molenbeek. Bonino spiega poi in modo estremamente efficace le evidenti lacune di intelligence dell’Unione in generale e del Belgio in particolare, in questi giorni ampiamente trattate dalla stampa.

Emma Bonino – Intervento a Ballarò del 22-03-2016

  • Il prossimo 17 aprile saremo chiamati a votare per un referendum abrogativo sulla legge che regola le concessioni per estrarre gli idrocarburi. Sulle trivelle, per dirla in due parole. Propongo 2 letture, un articolo di Martina Forti su Internazionale che spiega le ragioni del “si” e la testimonianza di una geologa schierata per il “no”, su MeteoWeb.

Internazionale – Il referendum sulle trivelle spiegato da chi l’ha scritto

MeteoWeb – Referendum Trivelle, una geologa: “ecco perché io non andrò a votare e se proprio fossi costretta, voterei NO”

  • Come il proprietario di Amazon Jeff Bezos ha preso in mano un Washington Post moribondo e l’ha trasformato nel giornale più moderno del mondo, capace di superare per la prima volta il New York Times per numero di utenti mensili. Lo spiega Angelo Paura, su Il Sole 24 ore. L’articolo è stato pubblicato anche su Medium Italia, a mio avviso con un design molto più accattivante (ne avevo scritto anch’io qualche mese fa, evidenziando anche i rischi che corre il giornalismo quando finisce nelle mani di grosse multinazionali).

Il Sole 24 Ore – Il nuovo Washington Post ha vinto?

  • Nella selezione del mese di febbraio avevo inserito un pezzo sulla riforma costituzionale francese, che avrebbe introdotto la possibilità di revocare la nazionalità a chi è accusato di terrorismo. Approvato dalla Camera, il progetto è stato bocciato al Senato, e Hollande è stato costretto a un clamoroso passo indietro. La spiegazione di Gian-Paolo Accardo su Internazionale.

Internazionale – François Hollande deve rinunciare alla riforma costituzionale

  • Infine, una storia troppo bella per non essere segnalata. In provincia di Imperia c’è un piccolo Comune di nome Seborga che si crede un Principato indipendente dalla Repubblica italiana, con il proprio principe regolarmente eletto. Nelle ultime settimane c’è stato un colpo di stato, ad opera di un francese che ha diffuso il proprio proclama ai sudditi via internet. Per qualcuno è solo una trovata turistica, ma altri sembrano crederci parecchio. Tutto molto bello.

La Stampa – “Colpo di Stato” a Seborga, l’ultima farsa nel principato ligure che non c’è

Articoli o storie da consigliare? Segnalameli nei commenti.
Ti aspetto!

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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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