Brutta aria in Europa

L’assassinio della deputata laburista Jo Kox tinge di sangue il referendum per la permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea, che si terrà il prossimo giovedì 23 giugno. Kox, in linea con il suo partito, si batteva perché la Gran Bretagna rimanesse nell’Unione. Il suo assassino, prima di ucciderla con un coltello e una pistola dopo aver brevemente discusso con lei durante la pausa di un surgery (così si chiamano gli incontri dei deputati con gli elettori nelle zone in cui sono eletti), pare abbia urlato “Britain First”, nome di un partito di estrema destra britannico e in genere slogan anti-immigrazione. Ma, in fondo, quello che si urla prima di uccidere conta poco.

L’omicidio ha scioccato la Gran Bretagna e alzato ulteriormente la tensione in un’Europa che sta vivendo un pessimo momento della sua storia millenaria, tra i barconi di disperati che affondano nel Mediterraneo e le spinte scissioniste all’interno. Ancora non è il momento di chiedersi quali effetti avrà la morte della deputata di Batley and Spen sul voto popolare. Negli ultimi giorni, molti sondaggi davano il fronte del “leave” in vantaggio su quello del “remain”. Se davvero la cosiddetta Brexit diventasse realtà, per l’Europa sarebbe un problema (lo è già il fatto che si sia arrivati al referendum, in realtà), perché altri movimenti anti-europeisti potrebbero spingere per seguire l’esempio dei britannici, soprattutto nell’Europa occidentale (non nell’est dove, nonostante le divergenze sulla distribuzione dei migranti, i fondi europei fanno troppo comodo per rilanciare l’economia).

Nemmeno lo spettacolo degli europei di calcio in Francia (dove non passa giorno senza che hooligans di ogni nazionalità non facciano sfoggio di violenza e idiozia) sembra in grado di unire un continente a pezzi, nemmeno di quella unità di facciata e vagamente ipocrita che in genere viene artificialmente costruita in occasioni del genere. Oggi, nessuno fa nemmeno finta di crederci. Per chi invece crede nella cooperazione internazionale in generale e nell’Unione Europea in particolare, non è un gran momento.

A pensarci oggi, sembra incredibile che un anno fa la principale preoccupazione principale dell’Unione fosse l’accordo per gli aiuti alla Grecia. Il vecchio continente sta affrontando sfide ben più epocali, e non è certo nel suo momento migliore.

Foto in apertura di euromedianews.wordpress.com

Annunci

Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...