La strage di Orlando divide gli Stati Uniti

Succede spesso, dopo un fatto grave come un attentato terroristico, che una nazione si ritrovi unita, stretta intorno al proprio dolore comune. È successo dopo l’11 settembre, ed è successo in Francia dopo l’attentato a Charlie Hebdo. Non è successo dopo la strage di Orlando, quando nella notte tra l’11 e il 12 giugno 49 ragazzi e ragazze sono stati uccisi in un locale gay da Omar Mateen, cittadino statunitense di origini afghane, che poco prima di essere abbattuto dalla polizia ha giurato fedeltà allo Stato Islamico.

Il fatto è che questo attentato terroristico, più di altri, si presta a diverse letture. È stato un gesto spinto da una profonda omofobia e intolleranza perché le vittime erano omosessuali? Oppure il problema è l’Islam in sé, vista l’identità del carnefice? O ancora, il problema è che negli Stati Uniti si vendono troppe armi?

Ognuno risponde a queste domande in base alle proprie convinzioni, e, cosa ancor più incredibile, in pochi sembrano ammettere che elementi diversi possano convivere. Secondo un sondaggio condotto dal centro studi Gallup, il 48% dei cittadini americani ritiene si sia trattato di un attacco terrorista di matrice islamica, il 41% di una strage causata dalla “violenza domestica con armi da fuoco” e solo il 6% di entrambe le cose in egual misura.

Questa divisione quasi perfettamente a metà dell’opinione pubblica è stata favorita dal clima da campagna elettorale, con il repubblicano Donald Trump che punta forte sul problema Islam-immigrazione e la democratica Hillary Clinton che (con Obama) pone l’accento sulla diffusione senza controllo delle armi da fuoco.

Non sorprende dunque che tra gli elettori democratici il 60% attribuisca l’attentato alle armi e il 29 al terrorismo islamico, mentre tra i repubblicani solo il 16% dia la colpa alle armi e addirittura il 79% all’Islam.

L’esistenza di (almeno) due interpretazioni così diverse a un fatto come quello della strage di Orlando, e l’apparente incapacità di fare una sintesi, è un’ulteriore prova di una certa “polarizzazione” della società statunitense. Una polarizzazione che, questa volta, si è trasferita anche nel campo della politica, con la lotta senza esclusione di colpi tra Trump e Clinton, in un paese dove si diceva che le differenze ideologiche tra partiti fossero tutto sommato limitate.

Annunci

Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...