Le letture del mese scorso – luglio 2016

Il mese di luglio che ci lasciamo alle spalle è stato clamorosamente denso di avvenimenti di avvenimenti sul piano internazionale, per lo più spiacevoli. Dagli attacchi terroristici in Europa a quello di Kabul del 23 luglio, passando per il fallito golpe in Turchia, la successiva repressione del dissenso di Erdoğan e le convention dei due principali partiti statunitensi, che hanno ufficializzato le candidature di Donald Trump e Hillary Clinton alla presidenza.

Molti di questi fatti trovano qui spazio, ma non tutti, perché obiettivo di questa rubrica non è tanto rincorrere l’attualità quanto offrire spunti di riflessione e approfondimento. Insieme a loro, trovano quindi spazio anche articoli sul mondo dell’informazione, dei media e un po’ di tutto quello di cui ci occupiamo solitamente da queste parti, tutti da gustare sotto l’ombrellone. Buona lettura! Illustrazione di Andrea Remondini.

  • Esiste la “troppa democrazia”? Se lo sono chiesti in tanti, dopo che con un referendum i cittadini del Regno Unito hanno scelto di abbandonare l’Unione Europea. Il Post ha tradotto in italiano un articolo di Daniel W Drezner, pubblicato sul Washington Post. P.s: trovo l’articolo in sé onestamente poco convincente e l’argomentazione deboluccia. Lettura comunque consigliata per ulteriori riflessioni sul tema, che invece è enorme. Ci torneremo.

Il Post – La troppa democrazia esiste

  • Colossi tecnologici come Google e Facebook controllano gli algoritmi che filtrano l’immensa quantità di informazioni presenti in rete, e quindi sostanzialmente ciò che leggiamo, ascoltiamo e vediamo. Che conseguenze ha tutto ciò sull’opinione pubblica e sulla democrazia? Un’interessante articolo di Marco Viviani, pubblicato su Linkiesta.

Linkiesta – Ecco il lato antidemocratico di Google e Facebook

  • La Brexit ha paradossalmente aumentato l’interesse intorno alle vicende dell’Unione Europea, e la necessità di media che parlino di Europa senza lenti nazionali è sempre più percepita da addetti ai lavori e non. Un vuoto parzialmente coperto della testata “Politico Europe”, su cui però in molti nutrono dubbi. Il resto del mondo legge le questioni europee per lo più attraverso siti e giornali scritti in lingua inglese, più spesso euroscettici e “poco attrezzati culturalmente” per parlare d’Europa. Un’interessante analisi di Ian Burrell sul sito dell’Osservatorio Europeo del Giornalismo.

Ejo – Il fallimento dei media con l’Europa

  • A cosa serve l’informazione professionale se oggi è possibile trasmettere video degli avvenimenti in rete mentre nel momento stesso in cui accadono? Davvero stiamo assistendo alla fine dell’informazione mediata e professionale? Secondo il direttore di Wired Federico Ferrazza, no (e fortunatamente, aggiungo io).

Wired – Il video dell’omicidio del nero in Minnesota è un fake? (No, non è un articolo complottista)

  • Dopo i fatti di Nizza, botta a risposta tra Massimo Gramellini (che dal suo Buongiorno sulla Stampa invita i musulmani a schierarsi con più decisione contro i terroristi) e la giornalista musulmana Sabika Shah Povia su The Post Internazionale. Un dialogo che rimanda a una questione più ampia: la comunità musulmana fa abbastanza per condannare chi uccide nel nome del loro stesso Dio?

La Stampa – Caro musulmano i tuoi fratelli adesso siamo noi

TPI – Caro Gramellini, tu non sei mio fratello

ISIS Al-Qaeda Militants Fighting Syrian Civil War
L’Isis ha rivendicato l’attentato di Nizza, ma non ci sono prove di collegamenti tra l’attentatore e l’organizzazione. credit: motherjones.com
  • È ormai abbastanza chiaro che l’Isis giochi con le nostre paure, rivendicando attentati per i quali non ha responsabilità diretta, dando così l’impressione di essere molto più potente di quanto non sia in realtà, aiutato in questo da molti media nostrani. Una riflessione di Alberto Puliafito su Blogo.

Blogo – L’Isis è la nuova pista anarchica

  • Il giornalista ed esperto di questioni mediorientali Carlo Panella spiega su Lettera 43 perché si è sbagliato sul golpe in Turchia, e cosa l’ha spinto a dare per riuscito il tentativo dell’esercito di rovesciare il potere di Erdoğan. Un errore che nasce da una valutazione storica precisa sul ruolo dell’esercito nella società turca. Lettura senz’altro utile e stimolante.

Lettera 43 – Perché ho preso un granchio sul golpe turco

  • Ancora sul golpe in Turchia, un gustosissimo post dal blog di Mario Sechi, che si premura di consigliare ottime letture per provare a capire qualcosa di quello che è successo.

Mario Sechi – Golpe e contro-golpe. Il caso della Turchia.

  • Il mese appena trascorso si sono tenute le convention dei due principali partiti statunitensi (le ho raccontate su Cose americane, un mio progetto a cui tengo molto). I repubblicani hanno ufficialmente nominato Donald Trump candidato alla presidenza. Secondo Guido Moltedo, i 4 giorni di Cleveland hanno sancito la nascita del GOP come “partito dell’identità bianca”. Articolo apparso su “il manifesto” e rilanciato dal blog ytali.

Ytali – Convention repubblicana, il partito “tribale” dell’identità bianca

  • “Trump è senza precedenti perché Obama è senza precedenti”. La lettura del “fenomeno Trump” della storica Nell Painter, riportata nel blog di Arnaldo Testi Short Cuts America.

Short Cuts America – “Trump è senza precedenti perché Obama è senza precedenti”: la storica Nell Painter sul significato di Donald Trump

Articoli o storie da consigliare per il mese prossimo? Segnalameli nei commenti.
Ti aspetto!

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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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