Cursus honorum

Nell’età della Roma repubblicana (e anche all’inizio di quella imperiale) vigeva il cursus honorum. In pratica, per chiunque si occupasse della res publica c’era un percorso a tappe obbligate da seguire. Uno non poteva fare il pretore se non aveva fatto prima il console, non poteva fare il tribuno della plebe se prima non aveva fatto il pretore e così via, in ordine crescente di importanza.

Era un sistema forse troppo rigido.
Ma almeno si poteva essere ragionevolmente certi che chi aveva una carica importante avesse maturato un qualche tipo di esperienza precedente.
Ecco, forse recuperare qualcosa del concetto di cursus honorum o della più prosaica gavetta non sarebbe male. Ricominciare a pensare che occuparsi della cosa pubblica sia complesso, e richieda qualcosa in più di abbondanti dosi di buona volontà.
E che fare politica per tanti anni voglia dire fare esperienza e maturare conoscenze utili e non sia necessariamente una vergogna.

Altrimenti finisce che ognuno penserebbe di poter fare facilmente qualsiasi cosa.
Persino il sindaco di una grande città.
Persino.

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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

2 thoughts on “Cursus honorum”

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