L’estate dei tormentoni

Non so se sono io, ma la mia sensazione è che in questo finale di primavera sia cominciata la corsa al tormentone estivo italiano. Canzoni studiate scientificamente per entrarci nella testa e non andarsene più hanno cominciato ad invadere radio e internet. Qualcuna carina, qualcun’altra molto meno, ma tutte decisamente canticchiabili e magari divertenti. Insomma, Enrico Papi se ne esce con una canzone che si chiama Mooseca e tu non la ascolti?

Lasciamo perdere che il motivetto è palesemente identico a quello di Tutto molto interessante; il Papi non è un cantante e mi auguro ne sia consapevole, ma senza pretese si è portato a casa (ad oggi) 6 milioni e rotte di visualizzazioni su Youtube, oltre che un certo rilancio della propria immagine.

E a proposito di non-cantanti, il re del settore è senz’altro l’ormai star mondiale Fabio Rovazzi, che questa volta ne ha sfornata una insieme a chi il cantante lo fa da una vita.

Sul Rovazzi “cantante” e youtuber credo di aver ben poco di originale da dire: semplicemente, chi non ha mai visto un suo video non vive nella nostra epoca. Certo (e ora qualcuno magari riderà) in questa canzone, a mio modestissimo avviso, un piccolo passo avanti musicale rispetto alle prime due mi sembra d’averlo intravisto, forse portato dal buon Morandi, che un pochino il mestiere lo conosce.

La piccola rivoluzione che queste due “canzoni” portano con sé è però la netta predominanza del video sull’elemento musicale. Entrambe sfruttano l’effetto “dai, facciamoci una risata” che ci spinge a cliccare sul link, per poi magari tornare più volte, fatalmente attratti dal motivetto accattivante.

Un ruolo fondamentale lo giocano poi i cast. Rovazzi, già di per sé una miniera di views, non a caso ha scelto come patner uno dei cantanti più virali della scena italiana e ha imbottito il video (quasi un cortometraggio) di piccole star della rete, da può accompagnare solo saluta Andonio. Anche l’ex conduttore di Sarabanda (che era tornato in auge su qualche pagina trash di Facebook) si è avvallato della collaborazione di Vittorio Sgarbi e del “suo” Uomo Gatto.

Poi ci sono i cantanti “veri”. J-Ax e Fedez non potevano non essere della partita, e se ne sono usciti con questo lungo video, senza disdegnare nemmeno loro ospiti come Pio e Amedeo, Paris Hilton o il rapper statunitense T-Pain.

Anche qui, il ritornello entra in testa anche se non lo vuoi, e il video è studiato per diventare virale. Ora, su J-Ax e Fedez musicalmente si può pensare quello che si vuole (a me personalmente non fanno impazzire, diciamo) ma quello che non si può negare è che in Italia sono quelli che hanno capito il web meglio di tutti e che il loro modello di business è decisamente vincente. Se pensiamo che anche Rovazzi è di fatto una loro creatura, il loro dominio in rete è pressoché assoluto.

Il rap (anche se diluito in abbondanti dosi di pop) è comunque evidentemente il genere musicale del momento e anche un buon traino per cantanti di tipo diverso. Non a caso, diversi brani di successo degli ultimi anni appartengono a quell’ibrido rap-pop, in genere con la strofa affidata al rapper di turno e il ritornello melodico interpretato da qualche pezzo grosso magari interessato a svecchiare il proprio pubblico.

Diversa, invece, l’ultima scelta di Fabri Fibra, che questa volta non si accompagna a un grande nome ma a una band pescata dalla scena cosiddetta indie. Il ritornello, però, è ugualmente studiato per rimanere ben piantato nel cervello.

Rapper invece non è quel Francesco Gabbani che con la sua ultima canzone tenta di bissare il successo di Sanremo. Come in Occidentali’s karma, a mio avviso, la sua Tra le granite e le granate è un buon mix di intelligenza e leggerezza. La domanda che però vi lascio prima del suo video è: c’è spazio per tutti questi tormentoni (considerando che ho tralasciato tutte le inevitabili danze sudamericane di varia natura) o tra qualche mese per qualcuno di questi si dovrà parlare di flop?

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Autore: Luca Lottero

Laureato in Scienze Politiche all'Università di Genova, studio per diventare giornalista. Lettore accanito di libri e giornali di carta o digitali, seguo la politica senza farne questione di vita o di morte. Mi interesso anche di calcio e musica.

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