Chi sono

Ciao, mi chiamo Luca Lottero e sono nato il 15 novembre 1992 a Genova. Mi sono laureato in Scienze Politiche all’Università di Genova, e poi di nuovo in Informazione ed Editoria (questa volta con la lode, ma resto umile) sempre a Genova. Prima di tutto ciò sono stato uno studente così così al liceo classico G. Mazzini, scuola che offre notevoli input culturali, nel mio caso in gran parte caduti nel vuoto.

me - liceo
Una foto di me all’ultimo anno di liceo, portavo anche i capelli così, tra le altre cose

Ho sempre saputo che mi sarebbe piaciuto fare il giornalista. Diciamo da quando avevo 6-7 anni, quando Enrico Mentana era già il mio idolo (e ancora doveva inventarsi la parola “webete”!). Non ci perdevamo un’edizione del suo Tg5, in casa nostra. Un giorno chiesi che lavoro facesse quell’uomo che ogni sera entrava nella mia cucina attraverso uno schermo, mi risposero “il giornalista” e allora decisi che anch’io avrei fatto il giornalista. Italiano mi piaceva più di matematica, quindi ero sulla buona strada. Non persi tempo, e pochi anni dopo fondai il mio primo giornale: “Il bollettino scolastico”, un organo indipendente e senza peli sulla lingua che raccontava i misfatti della scuola elementare D’Albertis di Genova Voltri.

Il bollettino scolastico
La prima copia del “Bollettino scolastico”, scritto a mano, con le foto attaccate con la colla e stampato in bianco e nero. Ne uscirà un secondo numero, poi ci faranno chiudere. Eravamo scomodi.

Mi immaginavo (qualche anno dopo) a lavorare nella redazione di un quotidiano, con il mio nome scritto in grassetto prima di un articolo stampato su un foglio di carta. Mi basteranno pochi timidi passi nella professione per rendermi conto che, più facilmente, lo vedrò sullo schermo di un computer. L’unica esperienza su un giornale “di carta” che ho avuto è stata al Voltrese, mensile di cronaca locale che usciva in edicola e che prendeva il nome dal quartiere in cui vivo. Bollettino scolastico escluso, è stata anche la mia prima esperienza nel mondo del giornalismo. Avevo 18 anni da compiere, e il mio battesimo fu un’intervista al responsabile del settore giovanile della squadra di calcio locale. Ero agitatissimo, e a volte mi capita di esserlo ancora quando devo intervistare qualcuno, ci sto lavorando. Mi occupavo principalmente di sport, ma nei circa 2 anni di vita del giornale passai a fare un po’ di tutto. Esisteva anche il sito web, ma devo riconoscere che vedere il mio nome su un giornale “vero” mi dava una soddisfazione particolare.

Me - IlVoltrese
La prima firma non si scorda mai…

Chiuso il Voltrese ho continuato a scrivere, ma sempre e solo in digitale. Da allora di esperienze ne ho avute un po’, alcune positive altre meno, e mi sono occupato un po’ di tutto. Persino di gossip, non proprio il mio argomento preferito. Attualmente collaboro con Era Superba, una testata d’approfondimento sulle tematiche di Genova.

In mezzo a tutto questo scrivere, a un certo punto mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto avere uno spazio tutto mio. Così, in modo molto naif, ho messo su il mio primo blog su Blogspot (autunno 2011, a spanne), e l’ho chiamato GenovaGiovane (lo so, scusate). Poi ho cambiato nome in Blog Notes, poi (fine 2015) mi trasferisco da Blogspot a WordPress e chiamo la mia creatura Un Blog. Se scavate nell’archivio, il pezzo più vecchio che troverete (questo) risale a febbraio del 2014, semplicemente perché a un certo punto ho deciso di eliminare gli articoli precedenti. Un po’ me ne sono pentito, un po’ sono felice che certe cose non siano più pubbliche. Comunque. Nella mia eterna insoddisfazione anche Un Blog mi viene presto a noia ed eccoci qua, nell’ultima e spero definitiva (almeno per un po’) trasformazione.

the simpsons excellent creepy

Gli stessi articoli di questo blog li trovate anche sul mio profilo Medium, quelli che parlano di libri vengono spesso ospitati su Leggere Oggi e quelli sui diritti umani da Human Rights Post, due belle pubblicazioni che vi consiglio di seguire (e se non avete ancora Medium abbiatelo, che ne vale la pena).

Il tempo che non passo davanti a un computer lo spendo a leggere, a suonare maldestramente chitarra e pianoforte o in cose decisamente più frivole. Sono anche un capo scout Agesci, ormai da un po’ di anni.

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A presto! 😉