Perché lo scambio Neymar – Cr7 non si farà (probabilmente)

Semplice: il brasiliano sarà lo sponsor dei mondiali del 2022 in Qatar, stato che di fatto possiede il Paris Saint Germain

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Neymar Jr. – Flickr

Parliamo di calcio, più o meno. La scorsa estate – lo ricorderanno anche i meno sportivi – l’attaccante Neymar Jr. è passato dal Barcellona al Paris Saint Germain per l’incredibile cifra di 222 milioni di euro. Mai s’era vista una cifra del genere spesa per un solo calciatore. Oggi, complici problemi di spogliatoio e l’insoddisfazione per giocare in un campionato che non è tra i migliori d’Europa, c’è chi dice che il brasiliano vorrebbe già lasciare la capitale francese, e che il Real Madrid lo accoglierebbe a braccia aperte. Offrendo addirittura in cambio l’unico suo giocatore in grado di reggere il confronto, il 5 volte pallone d’oro Cristiano Ronaldo.

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Chi ha paura della Bolkestein?

La direttiva europea “sui servizi” in Italia stenta a decollare (eufemismo) anche a causa delle spinte contrarie delle categorie interessate, come i gestori di stabilimenti balneari. La Regione Liguria ha votato per rinnovare di altri 30 anni le concessioni, subito bocciata nel suo intento dal governo. Che però, dal canto suo, continua a rinviare l’applicazione della controversa direttiva. Altri Paesi hanno dimostrato che salvare capre e cavoli si può, ma non noi. Il punto sulla situazione nazionale e in Liguria (dove intanto stanno sparendo le spiagge libere) con qualche domanda all’eurodeputato Brando Benifei.

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L’amicizia russo-cinese alla prova dell’Artico

La Cina punta alle rotte commerciali e al gas liquido dell’estremo nord e finanzia generosamente i piani infrastrutturali nella regione. La Russia al momento ringrazia. Ma sarà sempre così?

Lo scioglimento dei ghiacci della regione artica dovuta al riscaldamento globale ci porta in dote, insieme ai noti problemi ambientali, la corsa alle nuove rotte commerciali e alle risorse naturali dell’estremo nord del pianeta.

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La Cina si prende l’Artico?

Lo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale ha fatto sì che le gelide acque artiche siano navigabili per molti più mesi all’anno di quanto non accadesse prima. Nuove rotte commerciali si sono aperte. In prima linea per approfittarne c’è la Cina, che facendo passare la sua nuova “via della seta” anche dall’estremo nord può ridurre di un bel po’ i tempi di collegamento con l’Europa.

Per saperne di più questa è un’ottima lettura: https://www.agi.it/estero/artico_cina_via_della_seta-3416506/news/2018-01-26/

Alla fine della visita di May in Cina, Pechino si congratula con la first minister per non aver parlato di diritti umani

Durante l’ultimo giorno del viaggio di tre giorni di Theresa May in Cina, la premier britannica sembra incassare più apprezzamenti da Pechino che in patria. Nel suo terzo editoriale dedicato alla visita, il Global Times, organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha infatti lodato l’ospite di Xi Jinping per aver ignorato le pressioni della stampa occidentale, che l’avrebbe “seccata” coi suoi tentativi di spingerla a criticare la Cina sul tema dei diritti umani.

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L’Africa ha un nuovo e inaspettato problema: l’obesità

Secondo uno recente studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, tra le prime venti nazioni al mondo per velocità di crescita del tasso di obesità, otto sono africane. In Paesi come Ghana, Togo, Etiopia o il Benin la diffusione di obesi adulti negli ultimi 36 anni è aumentata del 500%. In Burkina Faso si arriva addirittura a un incredibile +1400%. Nel complesso, l’#africa subsahariana è la regione in cui l’obesità si sta diffondendo più rapidamente al mondo. Le cause di quella che si preannuncia come una vera e propria emergenza sanitaria, in un continente spesso associato alle carestie e alla fame, sono tante, ma hanno tutte una radice comune: il modello di sviluppo adottato da alcuni Paesi, che sta portando a una rapida, anche se controversa, crescita economica. Ma anche nuovi e imprevisti problemi.

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Ma che ci frega di Davos, in fondo?

giphySe dico “Davos” alla maggior parte della popolazione mondiale di età inferiore ai 30 anni viene in mente un gran personaggio del Trono di Spade. Invece, per un ristretto numero di fissati, Davos è la sede del meeting annuale del World Economic Forum, che ospita il gotha della finanza e della politica internazionale. Una volta all’anno, i politici di tutto il mondo si ritrovano tutti insieme nella cittadina svizzera, ripetono le stesse identiche cose di sempre, ma solo per il fatto di trovarsi li vengono riportati, commentati e interpretati in tutto il mondo.

 

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Il Nodo Ferroviario di Genova è una questione nazionale

Nella mia città, muoversi è complicato. Anche in treno. Molte stazioni hanno solo due binari, e tanti pendolari si muovono ogni giorno dalle periferie al centro. Dalle stesse tratte passano anche le merci che alimentano il porto e i treni dedicati ai viaggi extra-regionali, con gli ingorghi e i disservizi che seguono. Dal millennio scorso si parla quantomeno di separare i diversi flussi, con un rafforzamento dell’infrastruttura ferroviaria. I lavori, però, vanno a rilento. Eppure, il Nodo Ferroviario genovese è considerata opera strategica anche a livello nazionale, utile a collegare il nostro Paese al nord Europa.

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