I Malavoglia e la globalizzazione 

Recentemente mi è ricapitato tra le mani “I Malavoglia” di Giovanni Verga. Capolavoro della letteratura italiana ma anche, soprattutto, scoglio notevole sul percorso degli studenti medi e liceali da diverse generazioni.
Ho voluto rileggerlo, per vedere se con gli anni fosse arrivata la capacità di apprezzare maggiormente l’opera di quanto (non) avessi fatto a 14-16 anni. La risposta è ni, ma mi ha colpito molto la breve prefazione dell’autore.

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Che cos’è un romanzo storico?

Che cos’è un romanzo storico?

Me lo sono chiesto dopo aver concluso la lettura della serie dei Medici (quella dalla quale han tratto la serie tv per la Rai) di Matteo Strukul. Una dinastia al potere, Un uomo al potere Una regina al potere. Tre opere che raccontano le vicende di tre personaggi della casa Medici. Rispettivamente: Cosimo, Lorenzo e Caterina.

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Charlottesville e il nazismo strisciante: una proposta di lettura

In un surreale mondo in cui Donald Trump è presidente degli Stati Uniti, può essere che la fantasia arrivi dove non possono studio e analisi. E allora, per provare a riflettere su quanto avvenuto a Charlottesville qualche giorno fa, più che un manuale di storia mi sentirei di proporre un libro che mi è capitato di leggere recentemente: Il complotto contro l’America, di Philip Roth. Un romanzo di fantapolitica, per l’appunto.

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L’estate dei tormentoni

Non so se sono io, ma la mia sensazione è che in questo finale di primavera sia cominciata la corsa al tormentone estivo italiano. Canzoni studiate scientificamente per entrarci nella testa e non andarsene più hanno cominciato ad invadere radio e internet. Qualcuna carina, qualcun’altra molto meno, ma tutte decisamente canticchiabili e magari divertenti. Insomma, Enrico Papi se ne esce con una canzone che si chiama Mooseca e tu non la ascolti?

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“Il simpatizzante” è una cura per il pensiero bipolare dominante

Cosa posso dire di buono su “Il simpatizzante” di Viet Thang Nguyen (Neri Pozza Edizioni, 2016) che non sia già stato detto? Per BookReporter “non è soltanto un magistrale romanzo di spionaggio, ma un’opera che annuncia la nuova letteratura americana del XXI secolo”. Mica poco. I Vietnam Veterans of America, invece, l’hanno commentato così: “abbiamo atteso a lungo il grande romanzo sulla guerra del Vietnam, e ora eccolo è arrivato”. Ultimo particolare, il libro in questione ha vinto il Premio Pulitzer 2016 per la narrativa. A questo punto arrivo io, a dirvi che è un bel libro e vi consiglio di leggerlo. “Grazie tante” risponderete giustamente voi.

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Dijsselbloem, Poletti e le virtù del silenzio

Jeroen Dijsselbloem e Giuliano Poletti hanno in comune il fatto di essere recentemente finiti per qualche ora “nella bufera”, come amano dire i giornali. Galeotti furono, per entrambi, sostanzialmente due scivoloni verbali. Evitabili, ineleganti, ma anche gonfiati ad arte, rimasticati e sputati nella forma desiderata nel calderone del web, che per tutto si indigna, tutto velocemente diffonde e tutto altrettanto velocemente dimentica.

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“Un amore”, il romanzo di Dino Buzzati dove comanda la donna

Se in questo 8 marzo scioperante e ribelle qualche donna fosse in vena di evasione da questo mondo ancora per molti aspetti coniugato al maschile, un’idea potrebbe essere leggere un vecchio romanzo erotico di Dino Buzzati, intitolato “Un amore”. È la storia di un uomo di mezz’età tenuto in piedi dai soldi e dalla rispettabilità, che si innamora di una prostituta appena maggiorenne. La trama sostanzialmente descrive lo scivolamento del protagonista nei tormenti tipici dell’amore che non può essere: l’impazienza di sentire la sua voce anche solo al telefono, la gioia di passare del tempo con lei, anche se a pagamento (“la consolazione, la felicità era tale, che il modo di raggiungerla non aveva più alcuna importanza”, che frase eh?), ma anche la rabbia, la furia portata dall’incapacità di far valere le proprie presunte prerogative di maschio, persino di fronte ai tradimenti, le bugie e le palesi prese in giro di lei. Ce n’è anche dal punto di vista sociale. I tormenti che la giovane prostituta infligge al proprio spasimante sono le sberleffo di un sottoproletariato che sa essere vivace verso una borghesia stanca, infelice e ipocrita. Ah, è anche un libro scritto bene.

L’analfabetismo funzionale nasce a scuola?

Ormai lo sappiamo, l’Italia è terra di sole, mare e analfabetismo funzionale. Vi sarà capitato di leggerlo su qualche link condiviso su Facebook dall’amico un po’ intellettualoide: una buona percentuale di italiani è in grado di leggere un testo, ma non di comprenderlo realmente. Secondo l’Ocse sono così il 50% dei nostri concittadini adulti, secondo altri il 70% e secondo altri ancora il 30%. Seguono, in genere, considerazioni allarmate su dove andremo finire, sull’effettiva capacità di questi individui di essere soggetti effettivamente inseriti nella società (in una parola: cittadini), sul destino della democrazia e sul ruolo distruttivo di internet.

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Fedez che non firma gli autografi, i bambini che piangono e il giornalismo

Nel video con cui Fedez ha detto la sua sul giornalismo, c’è una tendenza della nostra epoca che si sta affermando sempre di più.

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