Le tasse sui robot per favorire l’occupazione sono di sinistra?

Dice Benoît Hamon, candidato del Partito Socialista alla presidenza della Repubblica francese, che sarebbe giusto imporre una tassa sulla ricchezza creata dai robot, perché l’automazione “distrugge delle professioni”.

L’idea di tassare l’automazione avrebbe come obiettivo rendere meno conveniente il proliferare del lavoro automatico per salvare quello umano, e sta guadagnando popolarità a sinistra. È una posizione (forse ancora minoritaria, o forse no) che in sostanza rinnega gli ultimi anni di storia del campo progressista internazionale. Fino ad oggi, almeno a livello di percezione, la “sinistra” si è infatti voluta mostrare entusiasta della rivoluzione tecnologica a cui stiamo assistendo, proprio in ossequio all’idea di progresso che sente come parte del proprio dna. Basti pensare al Barack Obama estasiato mentre indossa gli occhialoni della realtà aumentata di Facebook o al recente viaggio del nostro ex presidente del Consiglio Matteo Renzi nella Silicon Valley.

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Le letture del mese scorso – maggio 2016

Rassegna particolarmente interessante, quella del mese di maggio, ricca di spunti, storie e idee un po’ da tutto il mondo. Se siete dei nerd della politica come me, vi consiglio in particolare il quartultimo dell’elenco, quello di Politico. Come noterete, mi sono impegnato a ridurre al minimo il commento, per lasciare tutto lo spazio alle storie suggerite. Aspetto i vostri commenti e le vostre indicazioni per la rassegna di giugno. L’immagine (ormai la conoscerete) è di Andrea Remondini. Ciao!

  • La giornalista di Internazionale Giulia Zoli ha fatto un giro nella redazione del New Yorker, ad esplorare il  dietro le quinte del “giornale più bello del mondo”.

Internazionale – Come nasce il giornale più bello del mondo

  • Il prossimo 7 giugno, in Svizzera, si terrà un referendum per l’introduzione di un salario universale. Di cosa si tratta di preciso? Può essere una misura giusta in un mercato del lavoro che va sempre più automatizzandosi? Ne hanno scritto Andrea Zitelli, Angelo Romano e Marco Nurra su Valigia Blu (qui è riportata la versione dell’articolo su Medium).

Valigia Blu – Robot e crisi del lavoro: reddito universale per immaginare nuove società

  • Qualche settimana fa, Internazionale ha riportato la traduzione di un lungo articolo dell’Atlantic, che analizza nel dettaglio la politica estera del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Così veniva presentato sul sito qualche giorno prima dal vicedirettore Jacopo Zanchini.

Internazionale – Il mondo secondo Obama

  • Facebook, con la marea di dati di cui dispone, sarebbe in grado di influenzare un’elezione politica? Negli states se ne sta parlando e, anzi, nelle scorse settimane Marck Zuckerberg ha dovuto incontrare alcuni esponenti del mondo conservatore per rassicurarli sulla neutralità del social network (loro sospettavano una tendenza “liberal”). L’argomento merita due articoli: uno sul Post e uno sul Foglio, di Mattia Ferraresi.

Il Post – Facebook può influenzare un’elezione?

Il Foglio – L’incontro di Zuckerberg con i conservatori è un test sul valore assoluto della neutralità

  •  Una visione alternativa al mainstream sulla caduta di Dilma Rousseff in Brasile, di Gennaro Carotenuto, giornalista da sempre attento alle dinamiche dell’America Latina.

Gennaro Carotenuto – Brasile, le responsabilità del Pt e il golpe da fermare

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La “presidente sospesa” del Brasile Dilma Rousseff. L’11 maggio scorso è stata “sfiduciata” dal parlamento. A partire da quella data, rimarrà lontana dal potere per 180 giorni, poi il Senato voterà se riammetterla alla presidenza o meno. source: globalresearch.ca
  • In politica estera esiste una “dottrina” di Hillary Clinton, molto diversa da quella di Barack Obama? Ne discutono due esperti del tema, Jeffrey Goldberg e Mark Landler, sull’Atlantic.

The Atlantic – Is There a Hillary Doctrine?

  • In Europa si fanno troppi referendum? Secondo l’Economist si, e non è un bene per la democrazia.

The Economist – Referendumania

  • Ripropongo questo interessante articolo di Politico Magazine, di cui mi sono già occupato su queste pagine. Il 2016 è un anno in cui lo scenario politico statunitense sta cambiando profondamente, ma (aggiungo io) alcune delle tendenze descritte si possono notare anche in Europa.

Politico – This Is What the Future of American Politics Looks Like

  • David Harsanyi ha scritto sul Washington Post un articolo in cui propone un test di educazione civica prima del voto, in modo che a votare siano solo i cittadini informati. Una provocazione che ha fatto molto discutere. L’articolo è stato tradotto in italiano sul Post.

The Washington Post – We must weed out ignorant Americans from the electorate

  • Chi, nel Regno Unito, vuole rimanere nell’Unione Europea, e chi invece voterà per la Brexit al referendum del 23 giugno. Ce lo spiega Paola Peduzzi in questo bell’articolo pubblicato sul Foglio.

Il Foglio – Ma chi ce la fa fare questa Brexit? Storia di una guerra culturale

  • Infine, per i fans di Game of Thrones, un articolo del Post con le 10 teorie più in voga tra gli appassionati sugli sviluppi futuri della storia. Alcune sono davvero interessanti. Leggete solo se siete in pari con la serie!

Il Post – Le 10 teorie più popolari su Game of Thrones

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